Impresa, Marcato (Lega – LV): «Innovazione e logistica sostenibile decisive per la competitività del Veneto. Venezia e Porto Marghera devono diventare un hub strategico internazionale»
Venezia, 14 ottobre 2026 – «Le nostre microimprese sono il cuore del sistema produttivo veneto. Servono investimenti, incentivi e una visione capace di guardare al futuro. Per una regione che vive di export e fonda la propria forza sulla capacità di innovazione delle piccole imprese, una logistica moderna e sostenibile è fondamentale».
Lo ha dichiarato Roberto Marcato (Lega – LV), Presidente della Terza Commissione del Consiglio regionale del Veneto, intervenendo al convegno “Innovazione nella logistica: incentivi e investimenti nel settore”, nell'ambito della quarta edizione del Padova Green Logistics Expo 2026.
«Il 97% delle imprese venete ha meno di nove dipendenti: dobbiamo metterle nelle condizioni di competere sui mercati internazionali, sostenendo l'innovazione e affrontando le sfide legate alle tensioni internazionali, al caro energia e all'aumento dei costi».
Marcato ha sottolineato il ruolo strategico delle infrastrutture regionali: «L'Interporto di Padova è un motore importante della nostra economia, ma dobbiamo valorizzare anche i porti di Venezia e Chioggia. Venezia, con Porto Marghera, deve puntare a diventare un hub logistico di riferimento internazionale. Da assessore regionale allo Sviluppo economico ho lavorato per ottenere la Zona logistica semplificata per Porto Marghera e il Polesine, convinto che questi strumenti possano favorire gli investimenti e sostenere le imprese».
«In Veneto la logistica coinvolge circa 65.000 unità locali d'impresa e oltre 327.000 addetti. È un comparto strategico che necessita di risorse e strumenti concreti. I programmi europei, la piattaforma regionale per la logistica, la finanza agevolata e i voucher digitali per le PMI rappresentano opportunità da valorizzare per accompagnare la trasformazione del settore».
Infine, Marcato ha richiamato le opportunità offerte dalle nuove tecnologie: «Non dobbiamo avere paura del cambiamento. L'intelligenza artificiale può contribuire a ottimizzare i trasporti, gestire meglio i flussi e ridurre gli sprechi. Dobbiamo governare l'innovazione con responsabilità e metterla al servizio delle imprese».
«Il Veneto ha competenze, infrastrutture e una forte vocazione internazionale. Investire in innovazione, sostenibilità e logistica significa rafforzare la competitività delle nostre aziende e sostenere l'intero sistema economico regionale», ha concluso Marcato (Lega – LV).
Porto Marghera, Tomaello (Stefani Presidente): “Porto Marghera diventi opportunità strategica industriale per il Veneto con investimenti e lavoro”
Venezia, 14 ottobre 2026 – “Sul tema delle materie prime critiche, il Veneto può giocare un ruolo centrale nella strategia industriale europea. Si accolga l’invito ad avere meno dipendenza dall’estero, più innovazione e valorizzazione delle competenze del territorio. Infatti, la candidatura di Porto Marghera a ospitare uno dei primi siti strategici europei dedicati alle materie prime critiche rappresenta un’opportunità importante per il Veneto, per il suo sistema industriale e per la competitività dell’intero Paese. Le prospettive richiamate da questo Governo aprono uno scenario di grande interesse per un territorio che dispone di una lunga tradizione industriale, infrastrutture logistiche strategiche e competenze che possono contribuire concretamente allo sviluppo di nuove filiere produttive”. Lo scrive Andrea Tomaello (Stefani Presidente), Presidente Prima Commissione Bilancio. “Porto Marghera ha tutte le potenzialità per diventare un punto di riferimento in una partita industriale decisiva per il futuro dell'Europa. Ridurre la dipendenza dall'estero per l'approvvigionamento di materie prime strategiche significa rafforzare la sicurezza economica, tutelare le nostre imprese e creare nuove opportunità di sviluppo e occupazione. Litio, cobalto, grafite e terre rare sono risorse fondamentali per la transizione energetica, la digitalizzazione, l'elettronica avanzata e numerosi comparti industriali. La concentrazione degli approvvigionamenti in pochi Paesi espone l'Europa a rischi economici e geopolitici che rendono necessario rafforzare la capacità di gestione, trasformazione e riciclo di queste risorse all'interno del continente. Non possiamo limitarci a parlare di autonomia strategica senza costruire le condizioni industriali per realizzarla. Servono investimenti, infrastrutture, ricerca e una collaborazione concreta tra istituzioni, imprese e mondo scientifico. Porto Marghera può diventare il luogo in cui queste competenze si incontrano e si traducono in progetti concreti”, prosegue Tomaello (Stefani Presidente). “La prospettiva si inserisce nel quadro del Critical Raw Materials Act europeo, che punta a diversificare le fonti di approvvigionamento e a rafforzare le capacità europee di estrazione, trasformazione e riciclo delle materie prime critiche. Per il Veneto, la sfida consiste nel mettere a sistema il patrimonio industriale esistente, le infrastrutture portuali e logistiche, le competenze professionali e le attività di ricerca e innovazione, favorendo l'arrivo di nuovi investimenti e lo sviluppo di occupazione qualificata. La candidatura di Porto Marghera deve diventare un'occasione concreta per il territorio. Il nostro obiettivo deve essere quello di creare valore, sostenere il sistema produttivo e generare nuove opportunità per lavoratori e imprese. La transizione industriale non può essere soltanto una strategia europea sulla carta: deve tradursi in attività produttive, innovazione e lavoro sul territorio. Il Veneto può dunque contribuire in maniera significativa alla costruzione di una filiera europea più solida e resiliente, rafforzando il proprio ruolo industriale e trasformando una sfida strategica internazionale in un'opportunità concreta di crescita”, conclude Andrea Tomaello (Stefani Presidente).
Tomaello (Stefani Presidente): Presentato a Palazzo Ferro Fini il libro “Acqua e cibo. Diritti al cuore della pace”, a cura di Antonio Silvio Calò e Maria Laura Picchio Forlati e pubblicato dalla Fondazione Venezia per la Ricerca sulla Pace.
Venezia, 14 ottobre 2016
Oggi, nella sala Stampa ‘Oriana Fallaci’ di palazzo Ferro Fini, il consigliere regionale Andrea Tomaello del gruppo Stefani Presidente, ha presentato il libro “Acqua e cibo. Diritti al cuore della pace”, a cura di Antonio Silvio Calò e Maria Laura Picchio Forlati. Si parlerà di diritti umani, di sicurezza alimentare e di come intervenire per una gestione sostenibile delle risorse naturali.
Il volume richiama l’attenzione alla consapevolezza di garantire un accesso equo e sostenibile all’acqua e al cibo, condizioni essenziali per la dignità umana e indicatori di giustizia sociale.
Ad introdurre i lavori, Andrea Tomaello che ha portato i saluti a tutti i presenti. Andrea Tomaello “La Fondazione di cui oggi è autrice del libro ‘Acqua e cibo. Diritti al cuore della pace’, è di casa perché la Regione del Veneto è uno dei soci fondatori. Una Fondazione che ricopre un ruolo importante non solo per il nostro territorio, che opera a 360°, con eventi, attività scientifiche promozioni di attività anche in tutta Italia. Di recente, ricordo che la Fondazione è stata ospite in Vaticano alla presenza del Cardinale Pietro Parolin. La Fondazione ha circa 30 anni, e negli ultimi anni è stata anche rilanciata grazie all’opera del presidente, riconfermato. Si parla di Pace. Sembra scontato ma non è così. In verità ci troviamo negli ultimi anni ad assistere a più di 60 conflitti nel mondo. Non possiamo mai dare per scontata la Pace e mi rivolgo alle nuove generazioni. Guardiamo agli scenari di guerra nel mondo pensando che sono lontani da noi ma così non è, basti pensare alla guerra in Ucraina. Bisogna educare alla Pace. Oggi, presentiamo il libro ‘Acqua e cibo. Diritti al cuore della pace’, una pubblicazione importante che segue altre realizzate nel corso degli anni. Vengono trattati nel libro due temi fondamentali: acqua e cibo. Risorse importanti dove ricordo anche ai ragazzi di non sprecare il cibo, di fare attenzione allo spreco alimentare. Banalmente, con i conflitti che ci sono in corso nel mondo vediamo quanto l’acqua sia un elemento centrale. Basta vedere cosa accadde quando si chiude lo stretto di Hormuz e come effetto collaterale: il mondo si ferma, di fatto va in crisi. Basti pensare per esempio, all’ Ucraina quando hanno colpito gli acquedotti. Risorse che diamo per scontate”.
Antonio Silvio Calò, presidente della Fondazione Venezia per la Ricerca sulla Pace “Ringrazio la Regione che è parte della Fondazione e ci sostiene. Il tema della Pace deve essere portato all’attenzione, a tutti i livelli. Ringrazio, la nostra presidente onoraria, la professoressa Maria Laura Picchio Forlati. Ringrazio la dott.ssa Simona Pinton, che ha fatto in modo che il Quaderno ci sia in tutti i sensi. Ringrazio il prof. Lauso Zagato, che ha dato tantissimo alla Fondazione, con un contributo continuo in ambito di ricerca. Il Quaderno ha un grande merito, ovvero essere micro-storia – si parte da situazioni non facili su situazioni delicate - e macro-storia – che coinvolge l’aspetto nazionale ed internazionale. Questo testo lo presentiamo qui in Regione ma faremo di tutto per presentarlo in Parlamento e in Europa. Vorrei finire con il dire, che sono stato chiamato a portare all’attenzione dell’Unesco di alcuni elementi della città di Treviso, tra cui l’opera di Fràgiocondo; un’opera particolarissima che nasce dalla gestione delle acque dolci di Treviso, da come sono state gestite già dal 1500, e da come ancora oggi usufruiamo di questa brillante intuizione. Creare un equilibrio tra l’uomo, e la natura e il nostro progresso è un passo fondamentale”.
La professoressa Maria Laura Picchio Forlati, oltre ad essere curatrice del testo è anche presidente onoraria della Fondazione Venezia per la Ricerca sulla Pace, “E’ un momento molto importante per me, perché con l’adozione ufficiale da parte della Regione si è come concluso un percorso che mi ha visto nei decenni coinvolta in questa avventura. Ho cercato di dare corpo, forma e sostanza a previsioni normative con grande attenzione al tema della Pace. Ci sono stati sette Quaderni in 30 anni con la funzione di mettere a disposizione quegli strumenti, utili a sollecitare pensieri e opere. È un momento, oggi, gratificante. Ringrazio il prof. Zagato che è l’anima di questa avventura. Perché tutto è cominciato con la sua tesi con la politica di ricerca nella UE. Un sodalizio dove abbiamo camminato contrapposti, fianco a fianco, incrociandosi ma sempre con immensa stima reciproca”.
Simona Pinton, segretario generale della Fondazione Venezia per la Ricerca sulla Pace “Ringrazio tutti i presenti. Il Quaderno di fatto nasce come idea più di dieci anni fa a cura del prof. Gianantonio Danieli, membro del Consiglio scientifico, il quale aveva stimolato in una discussione generale il tema dell’acqua, probabilmente a seguito dell’esito del Referendum della proprietà dell’acqua. Particolare attenzione è stata dedicata all’approvvigionamento idrico passando da una dimensione locale ad una dimensione internazionale, spostandosi su temi di Diritto Internazionale toccando anche l’altro elemento vitale, il cibo per le popolazioni umane. Alcuni flash: acqua e cibo; ma parlare e scrivere di diritto all’acqua e al cibo non era un mero esercizio accademico ma una espressione cogente. Una dimensione giuridica di prospettiva. Il Quaderno è suddiviso in due sezioni: la prima sezione, dedicata all’acqua. Interessante il contributo della società civile in particolare in Veneto, colpita dall’inquinamento da Pfas che ha creato un forte dibattito su problemi di salute e problemi ambientali. La seconda sezione, dedicata al cibo o alimentazione che da redattrice editoriale sostengo il termine alimentazione onnicomprensivo. Una riflessione utile a tutti: il fenomeno dello sfruttamento agricolo. Questione controversa. Parliamo di insediamento predatorio di un territorio, il Continente Africano, a cura di Paesi stranieri dove si lasciano le terre esauste della loro capacità produttiva. Non dimentichiamo che il cibo è strumento di condivisione nella difesa della identità, come sostenuto dal prof. Zagato”.
Il prof. Lauso Zagato, Università Cà Foscari, Venezia, esprime nell’intervista a margine della presentazione il suo pensiero più autentico.
Al termine della mattinata, è intervenuto anche l’avv. Alfiero Farinea, ospite, che ha commentato nel breve tempo a disposizione, dell’importanza di andare a parlare di questo libro. Acqua, cibo, Diritto internazionale, temi attualissimi e di vitale importanza.