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Rigo (Lega-LV): «Covid, discoteche e locali notturni: non siano loro a pagare gli errori di altri»
Pubblicato il 18 Novembre 2021

Venezia, 18 novembre 2021 – «Sono giorni ormai che dal settore discoteche si sollevano voci preoccupate sul loro immediato futuro, visto l’aggravarsi della situazione sanitaria. Consideriamo che questo settore è quello che più di tutti ha sofferto, e che le discoteche hanno potuto aprire solo poco più di un mese fa, nonostante tutti i controlli messi in campo. Se misure restrittive devono essere applicate, facciamo in modo che non vadano a infierire ulteriormente su questo mondo economico già così duramente provato». A dirlo è Filippo Rigo, consigliere regionale dell’Intergruppo Lega – Liga Veneta.

«Ho avuto modo di confrontarmi con diversi gestori di locali, e per ognuno di loro l’attenzione alla sicurezza è massima, anche perché la paura di incorrere in sanzioni, visto il drammatico periodo affrontato, è enorme – prosegue il consigliere -. I controlli del green pass all’ingresso dei locali sono rigidissimi, e sono le stesse discoteche ad avere interesse nel bloccare i furbetti. Alcuni titoli di giornale possono trarre in inganno dal momento che riportano alcuni sporadici casi di giovani che si sono recati all’ingresso di alcune discoteche venete con green pass falsi, allontanati puntualmente dal servizio d’ordine. Ma questo viene evidenziato solo all’interno dell’articolo. In questo modo si contribuisce a creare un alone di insicurezza attorno a questo mondo. Quanto di più sbagliato. Eppure oggi, con treni locali, battelli, autobus cittadini affollati senza controlli, non sono certo le discoteche il problema. È giunta l’ora di sostenere per davvero un settore che è rimasto al palo per 18 mesi ed è ripreso da poco più di 3 settimane con tutte le incognite del caso. Un locale di pubblico spettacolo ha già nella normativa forti requisiti da rispettare in ambito di sicurezza. Dobbiamo trovare soluzioni di buon senso che tutelino la salute dei cittadini, ma che non danneggino ulteriormente le categorie economiche. Chi rispetta le regole in modo così stringente non può essere nuovamente penalizzato. Una nuova chiusura o ulteriori restrizioni metterebbero una pietra tombale sul futuro di molti locali della nostra regione».