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Rigo (Lega – LV): “Valorizzazione della tradizione enogastronomica Veneta, i consiglieri di opposizione chiedono cose già previste dalla legge”
Pubblicato il 26 Ottobre 2022

Venezia, 26 ottobre 2022 – “Valorizzazione della tradizione enogastronomica Veneta, vorrei rassicurare tutti i consiglieri di opposizione, tutto quello che chiedono è già previsto nella mia legge. Un consiglio: forse dovrebbero leggerla”.

Così il consigliere regionale Filippo Rigo (Intergruppo Lega – Liga Veneta) commenta gli attacchi dei consiglieri di opposizione sulla legge approvata ieri sera dal Consiglio regionale di cui è primo firmatario, dal titolo “Valorizzazione della tradizione enogastronomica Veneta. Istituzione del logo ristorazione tipica del Veneto”.

“Fanno sorridere queste polemiche, che dimostrano come pochi si siano presi la briga di leggere il testo di legge. E si mettano d’accordo le minoranze: siamo contro i vegetariani o contro i cibi della tradizione lagunare? Non hanno letto nemmeno il titolo e la finalità della norma: valorizzare la tradizione enogastronomica Veneta.

Ieri sera in aula è andato in onda un misero show con attacchi contradditori: chi diceva che la norma finanziaria prevedeva troppi soldi, chi diceva troppo pochi. E chi, purtroppo ancora oggi, non ha nemmeno capito che la mia legge non è un “ricettario” o un raccoglitore di ricette della tradizione enogastronomica veneta, e per questo consiglio loro di leggere con maggior attenzione il testo della norma”.

“L’ordine del giorno della consigliera Baldin – prosegue Rigo – ieri è stato bocciato perché inutile, in quanto la legge prevede già quanto chiedeva, solo che non ha capito la procedura: non sarà compito della giunta stabilire le ricette venete ma dei ristoratori e delle associazioni di categoria stesse, nel pieno rispetto del principio della partecipazione e sussidiarietà orizzontale.

Valorizzare le tradizioni e l’identità veneta attraverso quello che offrono le nostre tavole, puntando sul patrimonio custodito dai nostri ristoranti tipici, per incentivare il turismo e il nostro prestigioso settore enogastronomico. È questo lo scopo della legge che promuove la ristorazione tradizionale di qualità del Veneto attraverso l’istituzione del logo “Ristorazione tipica del Veneto” e l’istituzione della “Settimana della tradizione enogastronomica veneta”.”

“Di tutte le cose ridicole e fuori contesto che ho sentito e letto da parte delle opposizioni, quella che alla Liga non piacciono le moeche credo le batta tutte. Per quanto concerne i piatti vegetariani, non esistono limiti nella legge, basti pensare che molte ricette della nostra tradizione veneta sono a base di verdure, tra i più conosciuti i “risi e bisi” e la “pasta e fasioi”. Sono davvero attacchi sterili e strumentali, senza nemmeno un senso”.

“Posso capire che i consiglieri di minoranza fossero troppo impegnati per leggere il testo della legge – prosegue Rigo – ma prima di straparlare a caso, su cose tra l’altro già previste dalla legge, dovrebbero quantomeno leggerla e informarsi. Ricordo loro che per la preparazione di questa legge ho avuto modo di confrontarmi con le associazioni di categoria del settore. Le loro osservazioni e necessità sono confluite nel testo della legge e hanno portato all’istituzione del logo “Ristorazione tipica del Veneto”. Con questa legge creiamo inoltre la “Settimana della cultura enogastronomica veneta” che avrà l’obiettivo di diffondere nel migliore dei modi la conoscenza della cultura culinaria e che, sulla stregua di eventi simili nel resto d’Italia, potrà diventare un punto di riferimento internazionale: un appuntamento imperdibile per gli appassionati e i professionisti del settore”

“I visitatori che arrivano in Veneto – conclude il consigliere – vogliono conoscere non solo i capolavori architettonici o i paesaggi mozzafiato, ma anche i piatti. È nostro dovere tutelare i ristoranti e le piccole osterie che, anche con grandi fatiche, dopo due anni di pandemia e in piena crisi energetica, offrono ai loro ospiti prodotti genuini, rispettosi della sostenibilità e dell’ambiente, ma anche della salute dei consumatori.

Tutelare le nostre tradizioni enogastronomiche culinarie vuol dire non solo proteggere il nostro passato, ma investire sul nostro futuro”.