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Presentato il progetto di legge “Via della seta Veneta” – Pan (Lega – LV): «Una legge per tutelare il patrimonio veneto della gelsibachicoltura: arriva un “registro dei gelsi” e un itinerario turistico culturale»
Pubblicato il 5 Maggio 2023

Venezia, 5 maggio 2023 – E’ stato presentato oggi, venerdì 5 maggio 2022, al Museo Esapolis di Padova, il Progetto di Legge regionale dal titolo: “Via della seta Veneta: disposizioni per la salvaguardia e la valorizzazione dei gelsi e per la promozione ed il sostegno della gelsibachicoltura e la valorizzazione di un itinerario turistico culturale regionale”.

Presentatore e primo firmatario del progetto di legge, Giuseppe Pan, capogruppo del gruppo consiliare Liga Veneta per Salvini premier in Consiglio regionale del Veneto, che è intervenuto alla conferenza stampa assieme a Lucio Montecchio, professore di Patologia Forestale all’Università di Padova che ha collaborato alla stesura della proposta legislativa, e Silvia Cappellozza, dirigente di ricerca del CREA, principale Ente di ricerca italiano dedicato alle filiere agroalimentari con personalità giuridica di diritto pubblico, vigilato dal Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste (Masaf).

Il progetto di legge, n.193, è stato depositato in Consiglio regionale, è composto da 8 articoli e mercoledì ha iniziato il suo iter in Terza Commissione consiliare. Promuove la salvaguardia del gelso nell’ambito delle politiche di sostenibilità ambientale e di tutela del patrimonio arboreo del Veneto, anche con azioni di sostegno, sviluppo e ammodernamento della gelsibachicoltura. La norma finanziaria, all’ultimo articolo del progetto di legge, prevede un contributo complessivo di 390mila euro per ogni anno, dal 2023 al 2025, quindi oltre un milione di euro nel triennio.

«C’è soddisfazione nel presentare questo progetto di legge che tutela la nostra gelsibachicoltura e nel contempo la valorizza – ha spiegato Pan, che nella scorsa legislatura ricopriva l’incarico di assessore regionale all’Agricoltura – è anche una strada per stimolare nuove professionalità e la creazione di nuovi posti di lavoro attorno al settore, anche grazie al rilancio turistico culturale. E’ una proposta legislativa che affronta vari aspetti: ambientali, culturali, storici, paesaggistici, gastronomici e turistici. In primis, mette in campo azioni di salvaguardia dell’ecosistema rurale, valorizzando i filari esistenti attraverso il loro censimento, monitoraggio e ristoro, proteggendo

 

così il suolo, la rete idrica e la biodiversità agraria. Si creano così le premesse per la ricostituzione, anche a scopo divulgativo e museale, della filiera gelso-seta con la creazione di laboratori adibiti a filanda o il recupero di edifici in cui erano ospitate filande. Questa operazione – prosegue Pan – può avere una grande attrattività turistica se adeguatamente promossa, oltre alla finalità di conservazione del nostro patrimonio agrario, paesaggistico e culturale. Il nostro auspicio e obiettivo è l’istituzione di un vero e proprio itinerario turistico-culturale regionale denominato “Via della Seta Veneta”, che andrebbe ad integrarsi con l’itinerario certificato europeo di “Via della Seta”, alla cui nascita il Consiglio d’Europa sta già lavorando da qualche anno».

«L’industria serica italiana – ha affermato Silvia Cappellozza – secondo i dati forniti dall’Ufficio Seta Italia, ha mostrato un trend positivo nel corso del 2022, attestandosi sui livelli di export pre-pandemia e crescendo rispetto all’anno precedente del 29,5%. Tuttavia, si basa su fibra e tessuti importati dall’estero. In Europa si prevede anche un trend crescente per l’impiego di prodotti serici per l’industria cosmetica e biomedicale, nell’assenza di una produzione interna, se non di nicchia. Anche la gelsicoltura, intesa come filiera indirizzata a molteplici scopi produttivi, presenta caratteristiche di grande interesse per nuove applicazioni. La proposta di legge, che oggi viene illustrata, si pone nel novero delle iniziative per valorizzare il patrimonio di risorse genetiche vegetali e la tradizione paesaggistica e culturale ad essa collegata. Pone anche in linea la Regione del Veneto con gli indirizzi di tutela europei, che hanno portato alla recente approvazione di un progetto Horizon, che verte proprio sull’eredità culturale legata alla seta e alla gelsicoltura e alla spinta propulsiva che questa tradizione può dare a sviluppo di turismo e industrie creative nei nostri territori. Proprio per questa visione innovativa di un’attività tradizionale, è opportuno legare la presentazione della legge regionale a due luoghi storici per la nostra bachicoltura e gelsicoltura, il Museo Esapolis (che rappresenta la storia dell’attività) e il laboratorio di gelsibachicoltura del CREA (che rappresenta il luogo di conservazione delle risorse genetiche italiane, ma anche l’innovazione e la ricerca nel settore)».

«Gli antichi filari e le singole piante di gelso – ha detto il professor Montecchio –  che un tempo erano parte integrante delle coltivazioni agricole e finalizzate sia all’alimentazione (baco da seta, altri animali d’allevamento, uomo) sia alla farmacopea tradizionale (diuretici, lenitivi, espettoranti e decongestionanti) costituiscono una peculiare testimonianza storica dell’agricoltura veneta. Lo scopo complessivo del Pdl è il recupero e la valorizzazione dell’intera filiera gelso-baco-seta, sia mediante il censimento e la protezione dei gelsi e dei gelseti esistenti, sia con la costituzione (anche a scopo divulgativo e museale) di nuovi laboratori da adibire a filanda o il restauro di porzioni di filande in disuso».

 

Dalla tutela alla promozione

Il progetto di legge prevede un intervento di salvaguardia e valorizzazione della gelsibachicoltura basato sulla presenza di un ente di gestione che coordini i diversi contributi in sinergia con realtà e istituti di ricerca, sperimentazione e formazione didattica. Inoltre, la proposta promuove diverse attività e risorse che saranno attivate dalla filiera gelso-seta, come le iniziative di divulgazione periodiche, la formazione di competenze a livello scolastico eanche professionale.

Il Pdl è composto da 8 articoli che vanno dalla promozione della salvaguardia dei gelsi nell’ambito di azioni di miglioramento della qualità dell’aria e prevenzione del dissesto idrogeologico, fino al sostegno di iniziative storiche, gastronomiche, turistiche e culturali collegate al gelso, definendo modalità e criteri per la concessione dei contributi. Si istituisce un “Registro dei gelsi” per l’identificazione, il censimento, la salvaguardia ed implementazione della coltivazione delle piante, promuovendo i musei bacologici già esistenti nella regione.  Inoltre, nella proposta si definiscono i criteri economici volti al sostegno, allo sviluppo e all’ammodernamento della gelsibachicoltura, alla creazione di microimpianti di filatura diffusa, ovvero all’utilizzo e recupero, anche a fini didattici e turistici, di edifici che avevano in passato ospitato filande. L’importanza ambientale, paesaggistica, culturale, storica e gastronomica dei gelsi e delle attività gelsibachisericole sarà promossa anche grazie alla “Giornata nazionale degli alberi” e negli istituti scolastici di ogni ordine e grado.