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Brescacin (Lega-LV): «Carenza medici, le opposizioni come un disco rotto: con risorse e nuove organizzazioni la Regione sta ponendo rimedio a un caos causato da altri»
Pubblicato il 13 Dicembre 2022

Venezia, 13 dicembre 2022 – «Come un disco rotto, le opposizioni tornano ad accusare la Regione del Veneto per la carenza di medici, stavolta concentrandosi sull’Ulss 2. Per una volta, però, posso condividere una loro frase, quando dicono che questa condizione è il frutto di mancate scelte ed interventi che dovevano essere compiuti negli anni. Però continuano a confondersi sul soggetto attuatore di queste scelte: non la Regione, ma lo Stato. La Regione ha fatto quanto in suo potere per rimediare a errori commessi da altri e per accrescere il numero di medici di medicina generale e la copertura assistenziale, assumendo medici laureati, abilitati e non specializzati, posticipando, come ha ricordato anche il presidente Zaia questa mattina, l’età pensionabile dei medici. Scelte non facili ma doverose e lungimiranti e investendo in modo importante nello sviluppo delle Cure Primarie e della Medicina generale fin dall’approvazione del Piano Socio-sanitario regionale 2012-2016. Dal 2015 ha identificato come obiettivo strategico lo sviluppo del modello delle Medicine di Gruppo Integrate, poi completato dall’attuazione organica e progressiva dei Piani di sviluppo di Cure Primarie 2019-2020 – temporaneamente limitata dall’intervento della pandemia da COVID-19. La Regione del Veneto ha in tal senso previsto specifici finanziamenti a copertura dei costi incrementali della Medicina generale nonché dei costi derivanti dalle indennità di collaboratore di studio e di personale infermieristico, per migliorare la qualità dell’assistenza offerta e privilegiando l’articolazione in forme associative della Medicina generale. Non si può dire lo stesso per il governo. E, dal momento che le opposizioni continuano a ripetere le stesse cose, anche io ripeto quanto già detto in passato: il PD è stato al governo per anni. Perché non ha fatto nulla? Rivolgano quindi le loro accuse verso altri destinatari». Sonia Brescacin (Intergruppo Lega-Liga Veneta), presidente della Quinta commissione consiliare, interviene così sulla polemica riguardante la carenza di medici.

«Dal 2023 al 2025 sono previsti in Veneto 462 pensionamenti, calcolati sull’età dei 70 anni prevista per la categoria anche grazie a una battaglia portata avanti dal presidente Zaia, ma nello stesso periodo i corsi di formazione triennali in atto diplomeranno 589 nuovi medici. Nell’attesa, per quanto di sua competenza, la Regione ha deciso di utilizzare tutte le risorse messe a disposizione, compreso il contributo alle spese di organizzazione, per il finanziamento delle borse di studio per l’accesso al Corso di formazione specifica in Medicina generale. Stante il presentarsi di criticità di copertura assistenziale di questo ultimo periodo, inoltre, la Regione ha attuato ulteriori azioni con la delibera di Giunta del 4 gennaio 2022, condivise con le OO.SS. per la Medicina Generale, per assicurare l’adeguata copertura assistenziale sanitaria di base nel territorio regionale, scongiurando interruzioni di pubblico servizio. In tale contesto in particolare è stata prevista la possibilità per le Aziende di aumentare il massimale di pazienti individuali a 1.800 per i Medici di Medicina Generale che volontariamente si rendano disponibili all’aumento in questione. A fronte dell’aumentato carico di lavoro anche sotto il profilo amministrativo, è stata riconosciuta l’indennità annua di collaboratore di studio pari a 3,50 euro per assistito in carico, con un’integrazione di ulteriori 2 euro per assistito/anno. Tale riconoscimento è stato inoltre garantito anche ai MMG che non erano già beneficiari di tale indennità. Sappiamo che ci sono criticità, ma non ci nascondiamo né aspettiamo che qualcuno cali dall’alto le soluzioni. Questa amministrazione regionale si è rimboccata le maniche, e continuerà a farlo in tutto quanto è di sua competenza».