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Brescacin (Lega-LV): «Relazione socio-sanitaria del Veneto approvata in Quinta commissione: i numeri confermano lo stato di salute del sistema sanitario e i bilanci solidi delle nostre aziende»
Pubblicato il 10 Novembre 2022

Venezia, 10 novembre 2022 – «La Relazione socio sanitaria del Veneto per gli anni 2019 – 2021, documento di rendicontazione unica annuale rispetto agli obiettivi del Piano socio-sanitario, mostra chiaramente qual è stato l’impatto che la pandemia ha avuto sul nostro sistema sanitario, ma anche l’ottimo stato in cui esso versa. Il documento approvato oggi in Quinta commissione consiliare fa un quadro generale dello stato di salute della popolazione del Veneto, ma anche dei suoi bisogni socio-sanitari e dello stato dell’organizzazione dei servizi e dell’attività offerta. Il Covid ha infatti portato innanzitutto a una riorganizzazione molto dinamica della rete ospedaliera, dei posti letto e dell’assistenza territoriale, incrementando notevolmente il ruolo delle USCA. Inevitabilmente ciò ha avuto conseguenze sull’andamento delle prestazioni ambulatoriali e degli interventi programmati, preservando tuttavia l’assistenza e il rispetto dei tempi di attesa nei ricoveri in ambiti delicati quali quelli dei pazienti oncologici. Quello che emerge dalla relazione è una Sanità in ordine con i conti, solida e in equilibrio». A dirlo, al termine della seduta odierna, è la presidente della Quinta commissione consiliare Sonia Brescacin (Intergruppo Lega-Liga Veneta).

«A causa delle conseguenze del Covid, il peso della spesa sanitaria è cresciuto sul totale della spesa regionale: siamo passati dall’80% del 2019 all’81,5% del 2022. Ciò conferma un trend fisiologico degli ultimi dieci anni, con un picco nel 2020 e 2021, proprio legato alla gestione della pandemia, in cui si è registrato un aumento complessivo di spesa del 23%. L’aumento della spesa è dovuto principalmente all’acquisto di beni (+ 18%, comprende prodotti farmaceutici, dispositivi medici come tamponi, dispositivi di protezione); acquisto di servizi sanitari e non sanitari (+13%, è la voce più corposa e pesa per un 44% del totale, e comprende reclutamento del personale sanitario, ma anche lo smaltimento dei rifiuti e i servizi di vigilanza delle sedi vaccinali); al personale (+8,6%)».

«Nonostante questo aumento di spesa – spiega ancora il consigliere – in base alla valutazione dell’erogazione dei Lea (Livelli essenziali di assistenza) dal punto di vista della performance sanitaria, la Regione del Veneto risulta tra le Regioni più performanti: sia in ambito assistenziale di prevenzione che in area distrettuale e ospedaliera, il Veneto si colloca tra i livelli più alti a fronte di costi inferiori alla media nazionale. Altro dato da tenere sotto controllo è poi la mobilità interregionale: la sanità veneta risulta attrattiva per chi vive fuori regione: il saldo tra mobilità attiva, vale a dire le prestazioni erogate da ciascuna Regione per cittadini non residenti, e quella passiva, termine che identifica le prestazioni erogate ai cittadini al di fuori della Regione di residenza, è positivo e risulta addirittura cresciuto di 34 milioni tra il 2020 e il 2021. Per quanto riguarda le spese per investimenti, poi, si conferma un trend in crescita tra il 2019 e il 2012 del 92,4%, passando dai 172 milioni del 2019 ai 320 milioni dello scorso anno. Infine – conclude Brescacin – la performance economica finanziaria del servizio sanitario regionale dal 2014 al 2021 rileva che il Veneto ha sempre chiuso i bilanci consolidati in utile, dimezzando nell’arco di sei anni i tempi di pagamento ai fornitori (dagli oltre 60 giorni del 2015 ai 30 giorni del 2021), e abbattendo i debiti verso i fornitori, dai 600 milioni del 2013 ai 3 milioni del 2021. Ciò conferma un notevole miglioramento delle performance finanziarie delle aziende sanitarie, con stati patrimoniali solidi, in equilibrio. Numeri che non mentono, quindi, ribadendo ancora una volta lo stato di salute del Sistema sanitario regionale del Veneto».