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Cultura, Centenaro (Lega – LV): «Amor mi mosse, che mi fa parlare, la mostra dedicata a Dante Alighieri: c’è bisogno di una sede permanente»
Pubblicato il 8 Novembre 2022

Venezia, 8 novembre 2022 «Una mostra che ha ottenuto grande successo la scorsa estate con una proroga spostata addirittura al 31 agosto. “Amor mi mosse, che mi fa parlar”, dedicata al sommo poeta Dante Alighieri, con particolare attenzione all’Inferno, e rimasta visitabile per mesi a Villa Contarini a Piazzola sul Brenta, merita di avere una sede permanente e stabile. Per celebrare i 700 anni dalla morte di Dante Alighieri, Villa Contarini si è rivelata lo scenario perfetto per l’esposizione, che comprendeva anche le opere del maestro Romeo Sandrin ispirate alla Divina Commedia. Ma se non può diventare sede permanente Villa Contarini, chiedo alla giunta di reperire una sede che la possa ospitare in modo stabile». Lo ha ribadito Giulio Centenaro, consigliere regionale di Lega – LV, che in occasione del Consiglio si è fatto promotore di una mozione, approvata all’unanimità, chiedendo alla Giunta veneta di impegnarsi nel reperire una sede permanente alla mostra, qualunque essa sia. Il percorso artistico ideato da Sandrin ha accompagnato il pubblico nella scoperta di una delle più importanti opere letterarie mondiali. Pertanto, come sottolinea nella mozione Centenaro, sarebbe un peccato che opere di così grande valore non abbiano più una sede degna, al termine dell’esposizione. «Nell’esposizione di Villa Contarini c’erano in totale 206 opere, comprendenti sessantanove sculture e centotrentasette disegni. Entrando nei saloni nei saloni della prestigiosa villa era stato preso per mano come se si fosse trattato di un lungo viaggio immaginifico in compagnia di Dante, attraverso Inferno, Purgatorio e Paradiso. Una mostra dall’alto valore simbolico e didattico. Tra gli artisti che avevano esposto si potevano ammirare le opere di Romeo Sandrin che ha contribuito alla mostra con ben 70 opere, spaziano dalla scultura a tutto tondo, dal bassorilievo, all’altorilievo e ancora dalla terracotta, alla ceramica, al legno, al bronzo, alla resina e all’acciaio. Molti personaggi della Divina Commedia, e in particolare quelli dell’Inferno, sono stati modellati nella realtà, con maestria e passione, dall’artista veneto, il professor Romeo Sandrin e meriterebbero un luogo che li celebri stabilmente» conclude Centenaro (Lega – LV). I 700 anni dalla morte di Dante Alighieri sono stati anche l’occasione per ricordare l’universalità della sua figura, il suo ruolo unificante e vivificante per la nostra lingua. Perdere questa occasione di accrescimento culturale sarebbe davvero un peccato.