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Favero (Lega – LV): “Approvato il programma dello sviluppo turistico del Veneto, uno strumento concreto, flessibile e intersettoriale che tiene conto dei mutamenti degli ultimi anni”
Pubblicato il 22 Marzo 2022

Venezia, 22 marzo 2022 – “L’assessore Caner ha richiamato i diversi approcci e le 53 azioni che caratterizzano il Piano Strategico del Turismo del Veneto 2022 – 2024, smentendo correttamente l’accusa della Camani, secondo la quale il documento sarebbe “inadeguato”. E’ vero il contrario, perché si tratta di un programma strategico che consolida una serie di principi e regole a cui attenersi nella progettazione dei piani annuali turistici che sono stati conquistati in anni di confronto con gli stakeholder”.

Così il relatore della Proposta di deliberazione n.39, Marzio Favero (Intergruppo Lega – Liga Veneta) commenta a margine del suo intervento in aula.

“Ad esempio, è stata una conquista la costituzione dell’Osservatorio turistico regionale federato – spiega il consigliere – che mette fine a quelle interpretazioni divergenti dei fenomeni turistici che in passato portavano gli interlocutori a scelte diverse sottraendosi alla logica di sistema. O ancora, nel definire il prodotto turistico come la risultante del lavoro di una comunità accogliente, che si orienta sugli atteggiamenti dei turisti, si definisce anche uno schema di lavoro che vede la Regione dialogare, nell’ambito delle organizzazioni di gestione turistica con le Camere di commercio, i Comuni, le parti sociali e gli operatori. Idem per quanto riguarda la sfida della costruzione di un ecosistema digitale (che utilizza anche i big data) e di un marchio unitario per fare in modo che l’offerta veneta non venga soffocata dal rumore di fondo generato dall’inflazione di informazioni in internet”.

“E’ un programma – prosegue Favero – che tiene conto degli scenari attuali, profondamente mutati rispetto a tre anni fa. E contiene una filosofia d’intervento che stabilisce come intrecciare tra loro filiere diverse, dall’agroalimentare all’artigianato, dalla cultura allo sport, venendo incontro alla profonda trasformazione della domanda turistica legata agli effetti dell’innalzamento del potenziale medio di istruzione della popolazione. Il Gran Tour, da offerta riservata ai più ricchi è diventato un’opportunità per molti, grazie anche al meccanismo dei voli low cost. Inoltre il Piano tocca alcuni nodi fondamentali: il problema della responsabilità nella pianificazione delle opere pubbliche, funzionali al turismo, il tema della qualità ambientale e della gestione del territorio”.

“Oggi si richiede uno sforzo collettivo, anche di una formazione degli operatori, perché in un mondo che si evolve anche la qualità e la tipologia dei servizi deve crescere – prosegue il consigliere – Ci sono formule, tipo la patente dell’accoglienza, che stanno suscitando grande attenzione non solo nelle professioni turistiche, ma anche nei cittadini interessati a conoscere le figure a cui possono rivolgersi”.

E per rispondere alle minoranze che rimpiangono i vecchi piani fatti di elenchi d’iniziative, ricordo quanto ha detto Francesc Santacana, ispiratore del famoso piano strategico della città di Barcellona: ‘La pianificazione strategica consiste nel far dialogare tra loro persone che prima non si conoscevano per innescare processi ad intelligenza collettiva’. E’ questo spirito di sistema e di rete che anima il documento che abbiamo approvato”.