Venezia, 25 marzo 2025 – «Un appello affinché l’Unione Europea superi il suo sistema di confederazione instabile, per trasformarsi in una federazione in grado davvero di affrontare le sfide globali che le si pongono davanti». È questo il senso della risoluzione approvata oggi all’unanimità dal Consiglio regionale del Veneto e presentata in aula dal suo primo firmatario, il consigliere dell’Intergruppo Lega – Liga Veneta Marzio Favero.
«All’inizio di questa legislatura, all’Interno del Consiglio regionale, su iniziativa mia e dell’ex consigliere del PD Giacomo Possamai e su sollecitazione di Giorgio Anselmi, allora presidente per il Veneto del Movimento Federalista Europeo, è nato un intergruppo per la Federazione Europea che voleva farsi promotore della necessità di una revisione degli accordi alla base dell’UE. Lo scoppio di una guerra nel cuore della nostra Europa ha dimostrato come questa necessità sia ancora più impellente. L’Unione Europea deve finalmente diventare più autorevole sul piano internazionale, ma deve anche dare risposte più concrete ai grandi fenomeni migratori. Il fatto che la risoluzione approvata oggi sia stata sottoscritta da tutti i consiglieri regionali presenti, provenienti da ogni forza politica, dimostra come questa esigenza travalica le logiche e le storie dei singoli partiti. È una richiesta, la nostra, che nasce proprio dalla gestione di una emergenza storica e che, per questo, ha ben poco di ideologico e molto di concreto. Chiediamo di avviare una fase costituente per la nascita di una nuova Europa, sovrana e democratica, secondo il modello federale indicato dal manifesto di Ventotene e dai padri fondatori. L’alternativa è essere stritolati dal braccio di ferro tra superpotenze, la Russia e gli USA, ma anche la Cina, l’India e l’America latina. Indipendentemente da quella che può essere l’opinione sull’UE, quest’istituzione ci ha garantito ottant’anni di pace, oltre che la libera circolazione delle merci e un mercato comune. Chiediamo all’Unione Europea di assumere, finalmente quella forte soggettività politica che i suoi Padri fondatori volevano, nella visione di una forza capace democratica e di fare gli interessi dei cittadini. Che sia, cioè, un’istituzione democratica capace di unire e valorizzare le diversità nazionali e regionali per fare davvero gli interessi dei cittadini; e per assicurare loro il bene primo della pace».