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Scatto e Cestaro (Lega-LV): “Un percorso di riconoscimento e formazione per la professione del dermopigmentatore. L’esempio di Rita Molinaro, donna dell’anno 2023, che ha fatto del proprio lavoro un dono per le donne”
Pubblicato il 13 Marzo 2024

Venezia 13 marzo 2024 – Dare il giusto riconoscimento al profilo professionale nel settore della dermopigmentazione e avviare dei percorsi di formazione. È l’istanza lanciata da Francesca Scatto, presidente della Commissione Cultura e Formazione del Consiglio regionale del Veneto (Intergruppo Lega – Liga Veneta) nel presentare Rita Molinaro, imprenditrice trevigiana del settore estetica, proclamata donna dell’anno 2023 dall’associazione Innovation Future School, dal Moica e dalla Federazione delle banche di credito cooperativo, per il lavoro specializzato nella tecnica della dermopigmentazione, l’impegno professionale e di volontariato nella ricostruzione del corpo delle donne e delle persone colpite da neoplasie. Molinaro da 28 anni si dedica alle donne con patologie oncologiche per restituire loro, con la tecnica della dermopigmentazione, la possibilità di superare gli effetti di una mastectomia e delle cure radioterapiche e chemioterapiche, ricostruendo areola mammaria e capezzolo. Un’attività diventata un’azienda al femminile, un metodo di lavoro, con protocollo certificato dall’Istituto Superiore di Sanità, e progetti di volontariato condotti in collaborazione con la Lilt, le Breast Unit dell’Ulss 3 e 2 e, fino a qualche anno fa, anche con il Cro di Aviano.
“Il tumore al seno è la neoplasia più frequente tra le donne, ma sono tante le persone che perché vittime di violenza, di un incidente, di una patologia fisicamente invasiva, hanno bisogno di recuperare la dignità e la consapevolezza del proprio corpo, il benessere psicologico di potersi riconoscere nella propria identità e integrità fisica – ha spiegato Rita Molinaro – Serve un approccio igienico-sanitario e un percorso che dia dignità a questa professione, che definisca il profilo delle competenze, le linee guida per materiali, strumenti, metodi di lavoro, i requisiti dei formatori e corsi di preparazione per affrontare la ricostruzione tridimensionale di un areola, di una cicatrice, di una alopecia. Per questa professione servono anima, arte, cultura, conoscenze scientifiche, l’umiltà di mettersi in discussione e di relazionarsi con dermatologi, oncologi, farmacisti, il coraggio di prendersi cura delle emozioni e della complessità delle persone. Il mio sogno è che nasca un percorso di formazione per questa professione, in modo che le donne possano rivolgersi a un professionista competente, in sicurezza, senza rischi, nel pieno rispetto di sé stesse e con piena fiducia nell’operatore”.

“Rita Molinari – ha detto la Presidente Scatto – ha unito la cura del corpo a quella dell’anima. Il concetto è quello del “prendersi cura” della persona, degli altri. Con il proprio lavoro, nel settore della dermopigmentazione, e con il suo spirito, la sua umanità e altruismo, ha potuto fare del proprio mestiere un dono per gli altri, un qualcosa che sarebbe impossibile senza la propensione al volontariato. Il suo lavoro rappresenta, per donne e uomini che hanno subito una malattia oncologica o un incidente, un punto di ripartenza verso il benessere emotivo, psicologico, per stare bene con se stessi. Trovo sia importante avviare un percorso per il riconoscimento di questa figura professionale che vada oltre l’estetica, un percorso che sia di formazione per queste specifiche, trasversali, competenze, anche con le università. Ed è qui che la politica e le istituzioni entrano in gioco, e possono dimostrare la propria utilità”.

“Rita è una donna che ho saputo apprezzare – ha aggiunto la consigliera Silvia Cestaro – perché nella sua determinazione, ragiona fuori dagli schemi. E riesce, con molto tatto, a portare avanti argomenti che spesso si cerca quasi di mettere in secondo piano, di nascondere, come il rapporto che noi donne abbiamo con il nostro corpo. Ha portato avanti una battaglia, quella che tutte le donne abbiano la stessa possibilità di sentirsi a proprio agio nel proprio corpo, ma un approccio a tecniche che siano universalmente condivise e accettate. Lei è stata pioniera in questo ma molte altre persone devono essere formate e preparate per poterlo fare. Sosteniamo questa battaglia per dare dignità a chi opera in questo settore, lavorando nel pieno rispetto della persona e della complessità del percorso terapeutico”.

All’incontro con Rita Molinaro, a palazzo Ferro Fini, hanno partecipato Maria Laura Piva Pezzato, presidente regionale del Moica e presidente della consulta femminile di Treviso, che ha fatto parte della giuria che ha assegnato il Premio donna 2023, Francesca Torelli consigliera di parità della Regione del Veneto che ha auspicato che questo tipo di attività specializzata possa essere riconosciuta con la medesima dignità della chirurgia estetica.